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Quale dislocamento? (03.12.04) Anche se il titolo può trarre in inganno, vi garantisco che in questo pezzo non ho alcuna intenzione di riproporre l'annosa questione che vede contrapporsi da un lato gli estimatori del dislocamento pesante e dall'altro quelli del dislocamento leggero. Vorrei invece parlare del fatto che, nella quasi totalità dei casi, utilizzando le informazioni rese disponibili dai cantieri non è possibile risalire alle condizioni di carico corrispondenti al valore del dislocamento riportato nei depliant o nei loro siti internet.
La maggior parte dei cantieri indica un valore di chilogrammi o tonnellate che è associato genericamente al termine "dislocamento". I pochi cantieri che forniscono definizioni più accurate tipicamente si limitano a distinguere tra dislocamento a vuoto e dislocamento a pieno carico. Comunque sia, nessuno specifica in modo chiaro quali siano le condizioni di carico corrispondenti al "tipo" di dislocamento utilizzato.
Rovistando in internet sono riuscito a trovare solo un cantiere che fornisce indicazioni piuttosto chiare e dettagliate, anche se non per tutti i modelli della propria gamma. Lo fa in modo molto semplice, ha aggiunto tra parentesi al termine "dislocamento a vuoto", l'acronimo MLCC con un asterisco che rimanda ad una nota: "according to ISO 8666".
Infatti, per la ISO 8666 il valore dell'MLCC rappresenta in modo univoco il dislocamento a vuoto (la massa dell'unità vacante). La condizione di carico corrispondente equivale a quella di una barca completamente equipaggiata, vele e materiali di ormeggio inclusi. Nella valutazione dell'MLCC sono esclusi solo i pesi relativi ad alcuni elementi, quali ad esempio l'equipaggio, le dotazioni personali, le dotazioni di sicurezza, il tender, le provviste, il carburante, l'acqua, le stoviglie, i materiali di scorta, la cassetta degli attrezzi, etc. etc.
Perché fare riferimento proprio a questa norma? Molto semplice, la ISO 8666 fissa l'uniformità delle definizioni delle dimensioni e delle masse ed è una delle norme di riferimento per l'omologazione delle imbarcazioni secondo la direttiva 94/25/CE, omologazione senza la quale non è più possibile immettere barche sul mercato comunitario.
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Molto evidentemente, tutte le considerazioni fatte sul dislocamento andrebbero estese anche a tutte quelle dimensioni che oltre dalla geometria dello scafo dipendono anche dalle condizioni di carico (lunghezza e larghezza al galleggiamento, pescaggio etc. etc.).
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Non è l'era dei mercati globali, della qualità, della innovazione, della comunicazione, della centralità del cliente? Se è vero che questo cliente è assolutamente centrale, non trovate doveroso che, a partire dal semplice depliant, tutti gli addetti ai lavori (periodici specializzati inclusi) compiano ogni possibile sforzo per comunicare nel più chiaro e più trasparente dei modi? Se c'è una norma, perché non fornire dati coerenti con questa? Non trovate che in fondo sia anche un modo per fare cultura?
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